Sulla fattrice si sbaglia quasi sempre nello stesso modo: si aumenta la razione troppo presto, quando non serve, e non si aumenta abbastanza quando servirebbe davvero. Il risultato è una femmina troppo grassa al parto e in debito calorico durante l'allattamento.

Le fasi, e quando cambia il fabbisogno

Il calendario energetico

Prime sei settimane di gestazione. Il fabbisogno è sostanzialmente quello di mantenimento. La crescita fetale in questo periodo è contenuta, e aumentare la razione serve solo a far ingrassare la femmina.

Ultimo terzo della gestazione. Qui succede tutto. Il fabbisogno energetico e proteico sale in modo significativo, e le indicazioni nutrizionali di riferimento europee parlano di un incremento nell'ordine del venticinque-cinquanta per cento sopra il mantenimento — da 1,25 a 1,5 volte — raggiunto progressivamente fino alle vicinanze del parto.

Allattamento. È la fase più esigente della vita di un cane, più di qualunque lavoro. Il fabbisogno cresce in proporzione al numero di cuccioli allattati e può arrivare a multipli del mantenimento.

Il concetto che vale la pena portarsi via

Il fabbisogno non cresce in modo lineare dalla monta al parto. Resta piatto per due terzi della gestazione e poi sale rapidamente. Il momento in cui aumentare è l'ultimo terzo, non il primo giorno di gravidanza.

Perché non si aumenta subito

Due conseguenze concrete

Aumentare la razione dalla monta porta a una femmina in sovrappeso al momento del parto. Il grasso in eccesso non è una riserva utile: complica il parto, riduce la tolleranza allo sforzo e non migliora la produzione di latte.

C'è poi un vincolo fisico nell'ultimo tratto: con l'utero occupato lo spazio disponibile per lo stomaco si riduce, e la femmina fatica a ingerire in un solo pasto la quantità che le servirebbe. Da qui l'indicazione pratica di frazionare in due o più pasti e di usare un alimento con densità energetica adeguata, in modo che il volume necessario resti gestibile.

L'allattamento: il picco vero

Dove si perde la condizione

La quantità e la qualità del latte dipendono dallo stato nutrizionale della femmina, e lo stato nutrizionale in allattamento dipende da quello che ha accumulato nell'ultimo tratto della gestazione. Sono due fasi collegate: una fattrice arrivata al parto in condizione mediocre parte già in svantaggio.

In questa fase l'alimentazione è tipicamente a volontà o comunque molto abbondante e frazionata, con acqua sempre disponibile, perché la produzione di latte richiede molta acqua. Il segnale da guardare non è la ciotola ma la condizione corporea della femmina: un calo marcato durante l'allattamento indica che il bilancio non torna.

Il prodotto usato in questa fase deve avere una densità energetica e un profilo adeguati — nella pratica si usano alimenti formulati per crescita e riproduzione, che sono anche quelli che serviranno ai cuccioli. Questo semplifica anche il passaggio successivo.

Lo svezzamento

La fase che decide le prime settimane

I cuccioli cominciano a interessarsi al cibo solido intorno alle tre-quattro settimane. Il passaggio va fatto gradualmente, tipicamente con alimento ammorbidito, mantenendo l'accesso alla madre finché possibile e riducendo progressivamente.

Il collegamento che si sottovaluta

Lo svezzamento è anche il momento di massima fragilità parassitaria: coincide con la finestra in cui compaiono coccidi e giardia, con la ricomposizione dei gruppi e con lo spostamento nei box.

Se in quel momento si cambia anche l'alimento in modo brusco, quando le feci peggiorano non c'è modo di sapere quale delle cause sia responsabile — e la prima a essere incolpata sarà sempre quella più visibile. Una variabile alla volta.

Gli errori più comuni

Cinque cose che vediamo spesso

  1. Aumentare la razione dalla monta.Serve solo a ingrassare la femmina. L'aumento va nell'ultimo terzo.
  2. Non aumentare abbastanza in allattamento.È la fase più esigente in assoluto, e una razione da mantenimento porta a un calo di condizione rapido.
  3. Un pasto solo.Nell'ultima fase di gestazione e in allattamento il frazionamento è necessario, non un dettaglio.
  4. Cambiare alimento allo svezzamento.Sovrapporre il cambio a tutto il resto rende impossibile capire cosa sta succedendo.
  5. Guardare la ciotola invece della femmina.La condizione corporea è l'unico indicatore che conta davvero.

L'altra metà del lavoro sulla cucciolata, nelle stesse settimane: il calendario di sverminazione di fattrice e cuccioli →

Questa pagina non sostituisce il medico veterinario / veterinario nutrizionista, che resta l'unico a poter valutare i tuoi animali e a prescrivere esami e terapie. Facciamo informazione, perché chi capisce cosa sta succedendo prende decisioni migliori.

Fonti: FEDIAF, Nutritional Guidelines for Complete and Complementary Pet Food for Cats and Dogs. Pubblicato ad agosto 2026.

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